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19 Commenti

magicflute Commento da magicflute su 6 Novembre 2009 a 16:56

magicflute Commento da magicflute su 15 Giugno 2009 a 3:24
un GRAZIE alle PyramiDONNE per la fantastica festa di fine stagione 2008 / 2009

Trovi altre fotografie come questa su PYRAMID CAFE
magicflute Commento da magicflute su 8 Maggio 2009 a 14:29
Ecco come come è nata l'idea del CALENDARIO Pyramidonne :
http://thepyramidcafe.ning.com/profiles/blogs/un-po-per-gioco-un-po-
per

Presentazione CALENDARIO ( video e foto )
http://thepyramidcafe.ning.com/profiles/blogs/inaugurazione-pyramid-wdt
DanyAlex Boucher Commento da DanyAlex Boucher su 15 Marzo 2009 a 0:32
AMEN!
evaluna sperber Commento da evaluna sperber su 14 Marzo 2009 a 20:40
dopo di che per cortesia finish restiamo come sempre ognuno della propria opinione tanto siamo abituati in tal senso non è una guerra tra teorie ma uno scambio di opinioni che qui spero si conclude.
evaluna sperber Commento da evaluna sperber su 14 Marzo 2009 a 20:37
inoltre parlando degli autori delle molestie ancora una volta ti parlo di statistiche, e per cortesia guardiamole ogni tanto, nel mondo le vittime di abuso sono sicuramene sono sicuramente bambini bambine e donne, rarissimi uomini addirittura non rientrano nelle statistiche, gli autori di abuso invece sono quasi sempre uomini adulti, molti dei quali forse vittime pregresse a loro volta, ma questo è un altro discorso. in questo ambito le donne che sono citate come partecipi di abusi sono sempre corree o consenzienti all'atto maschili, e i casi di abusi di donne su minori sono comunque rarissimi, non parliamo di abusi di donne su uomini adulti che poi... giusto nei film forse. ma comunque pur esistendo nella realtà non sono certo rilevanti come dato statistico
evaluna sperber Commento da evaluna sperber su 14 Marzo 2009 a 20:31
tu forse lo sei stato o forse non lo sei stato ma parlavamo se non sbaglio di vittime di abuso sessuale e a meno che tu non avessi fraiunteso quando già a suo tempo ne parlammo, avevi già affermato di non poter parlarne in prima persona cosa che io posso fare invece non sull'interruzione di gravidanza che non mi appartiene come esperiena ma come vittima di abuso. e da questa posizione ti dico che per chi ha subito abusi sessuali sapere che l'artefice del tuo dolore subità la sua pena non è certo la panacea di tutti i momenti brutti che affronterai nella vita per superare quel trauma, ma per lo meno da una sensazione di ascolto e gustizia avvenuta. In caso contrario invece,credimi, perchè è il mio caso, sapere che la persona che ha ti molestato ha vissuto la sua vita nella stima e nella libertà beh... fa un tantinello paura per tutte le altre bimbe che per certo hanno subito lo stesso ingiustificabile danno.
adamo .d Commento da adamo .d su 14 Marzo 2009 a 14:24
"e gli artefici di questa violenza sono sempre uomini adulti gran difficili da rieducare." non sempre e non solo e detto così sembra una "condanna" verso tutto il genere maschile - non so considerarmi nella posizione di trovare soluzioni definitive, ma nonostante sia contrario ad ogni forma d violenza fisica, perchè di quella psicologica siamo tutti fautori, a turno vittime e carnefici, non so nemmeno considerarmi completamente privo di responsabilità nei confronti di chi tali violenze le mette in atto, lo stesso potrebbe dirsi per certe madri ben pensanti che educano i figli maschi paragonando se stesse (madri esemplari) a donne di pessimo costume diciamo così, eventuali pertner dei figli; - personalmente sarei anche favorevole alla pena di morte per alcuni crimini, ma ahime anche qui bisogna avere una buona dose di coraggio per decidere chi merita o meno di morire, per questo posso solo teorizzare e non praticare, ma nel caso presentato da Dany alex avrei preferito abbandonare il nascituro in ospedale piuttosto che abortire, (oppure l'astinenza) e non sono ne cattolico, ne tantomeno mi faccio condizionare dalla posizione della chiesa su queste tematiche. "Che questo risarcisca o meno le vittime... per favore lasciamolo dire alle vittime, e non permettiamoci come sempre di teorizzare sulla pelle altrui", tu evaluna che ne sai della mia esperienza personale? perchè parti dal presumere che io non possa aver mai subito episodi di violenza o abuso? Fortunatamente posso asserire di esser stato "soltanto" vittima di prepotenze e anche di aver preso qualche calcio nel sedere; ho imparato a difendermi, ma sono sempre stato tra i più minuti, a partire dalla scuola materna sino alla naja. Posso soltanto avvalermi della mie capacità empatiche per valutare.
Legiferare comporta dover pescare nel mucchio della casistica e trovare un compromesso.
Margye Commento da Margye su 12 Marzo 2009 a 5:48
Scusate se non ho mandato gli auguri alle donne per l'8 marzo, francamente, questa festa non mi piace, preferisco la festa per "l'essere umano" , le ingiustizie le subiamo tutti, sia uomini che donne, non vorrei che questa festa fosse il contentino che si dà alle donne per nascondere gravi problemi che le riguardano .
DanyAlex Boucher Commento da DanyAlex Boucher su 11 Marzo 2009 a 20:07
Giovanna Bartolozzi nel 1965 subì un aborto clandestino. Il testo del racconto, scritto in prima persona da Giovanna, è letto da Maria Pia Passigli.
Il video si trova in ABORTO CLANDESTINO

Questo il testo del racconto/lettura:

Nel 1965 ero sposata da 6 anni e avevo 2 figli, iI secondo non era stato voluto, era stato concepito affidandosi al metodo Ogino-Knaus, dal nome di due ginecologi secondo i quali, per evitare gravidanze indesiderate bastava contare i giorni del ciclo e farlo solo in certi momenti del mese. Come si vede non era un metodo molto attendibile.

Accettammo comunque di buon grado questa nuova gravidanza ma tirare su due figli non era facile. Ci rendemmo conto che, anche se non ci piaceva, dovevamo affrontare il problema con il preservativo, e così facemmo. Passarono alcuni mesi, sfortunatamente una volta ci accorgemmo che il preservativo si era rotto.
Mi prese una grande inquietudine, mio marito cercava di sdrammatizzare. Passarono i giorni e il mestruo non arrivava, il secondo mese ero certa di essere incinta.
Non potevamo tenere anche questo figlio e si decise che dovevo abortire, non avendo denari per affidarci a un medico compiacente si dovette ricorrere a una ostetrica senza scrupoli, ci informammo con cautela, la cosa non era facile, si rischiava l’arresto, tutto era fatto in sordina, non ci rendevamo conto dei rischi che potevo correre e che sarei potuta morire.
Ci dettero il nome di un’ostetrica compiacente che sarebbe venuta in casa e fissammo il giorno.

Quella che vi leggerò è la testimonianza scritta un anno dopo l’aborto clandestino.

Ho la scena impressa dentro di me, rivedo il tavolo di cucina coperto da un telo bianco, la donna che chiacchierando del più e del meno fa bollire dell’acqua con scaglie di sapone dentro, mentre l’acqua si raffredda, mi racconta la sua squallida vita, aveva fatto non so quanti aborti, anche a se stessa, nel frattempo mi dice di sdraiarmi sul tavolo a gambe divaricate, introduce una cannula con una grande pera di gomma che spinge con forza su per la vagina, inizia a iniettarmi l’acqua saponosa, ogni tanto deve riempirla e di nuovo su, il cuore mi batte a mille, guardo in alto e vedo gli alberi dalla finestra.

Comincio a sentire tanto dolore, mi dice di stare zitta e mi dà un fazzoletto da stringere tra i denti, continua così non so per quanto tempo, sento le lacrime che scorrono ai lati del viso. Mi faccio forza.
Finisce.
Mentre mi vesto mi raccomanda il silenzio, se dovesse succedere un’emorragia devo correre in ospedale con una scusa qualsiasi, non coinvolgerla in nessun modo e se ne va.
Rimetto a posto la cucina.
Sono stordita.
Ho il corpo dolorante.
Vado in camera, mi distendo sul letto, sono piena di paura.
Sono sola, mio marito ha portato i bimbi da sua madre però ancora non è tornato, il mio corpo comincia ad avere dolori sempre più forti, ho freddo, passano le ore e lui non è tornato, un dolore più forte mi spinge in bagno, mi siedo sul bidè e vedo uscire un grumo rosso e tanto sangue, mi tampono e vado sul letto esausta, il sangue continua a scorrere, sono sempre sola. Dopo un po’ sento la porta aprirsi e lui entra, mi guarda e non dice niente.
Lo stress mi fa ammalare, sono depressa e non ho nessuno per sfogarmi
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